Inteview – Il Blog dell’alligatore – E. Moonstone – Disappointed

NOTE SINTETICHE ALLASCOLTO DEL DISCO

GENERE Psych noise

DOVE ASCOLTARLO dal 21 settembre in tutti i canali digitali (Spotity, ITunes, Deezer ecc.), in cd e vinile

LABEL Hydra Music

PARTICOLARITA’ mi viene in mente …segni particolari … Bellissimo!

SITO FB 

CITTA’: Bologna

DATA DI USCITA  21 settembre 2018

L’INTERVISTA

Come è nato Disappointed?

Come tutte le cose belle è nato da solo, non avevo nessun progetto intenzione di fare nulla oltre quello che già produco con i Two Moons.

Ma un giorno prendo la chitarra e strimpello qualcosa che mi piace, non era un suono Two Moons, e quindi la misi da parte l’idea, il giorno dopo iniziai a pensare, forse troppo, perché da lì a pochi giorni avevo chiaro che da lì poteva nascere un album che esprimeva qualcosa di diverso da quello che proponiamo con i Two Moons.

Avevo tante cose da raccontare e come uno sfogo, di getto, sono nate le8 canzoni dell’album.
È nato “Disappointed”.

Perché questo titolo?  … cosa sta a significare?

Disappointed – Deluso, è il mio personale manifesto alla situazione in cui la natura dell’uomo si è ridotta.

La falsità, la malvagità, l’insensibilità, sono tutte peculiarità che troviamo in ognuno di noi e che siamo stati bravi a non perdere nel corso dei secoli, nonostante la cosiddetta civilizzazione.
Negli anni passati, quando il futuro si pensava fosse lontano, i film, i libri, i fumetti, ci mostravano un futuro bianco e puro, famiglie felici, popoli che avevano progredito il lato senso civico e dove si viveva in pace ed in un’armonia quasi paradisiaca. Si sono spinti ad immaginare con altri mondi.

Abbiamo visto che erano solo fantasie. Niente ci è servito ad oggi sapere ed imparare, la conoscenza ci ha dato dei doni, ma li abbiamo sfruttati nel modo peggiore.

Se per anni ti raccontato di un futuro radioso come non rimanere deluso dell’attuale condizione dell’uomo?

Come è stata la genesi dell’album, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Vedi punto 1

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?

Nessun aneddoto, sono tanti i momenti che ti fanno esaltare o ti deprimono a seconda anche dei moneti del progetto che stai realizzando, forse il momento più bello quando ho realizzato di aver finito e di aver creato qualcosa che mi soddisfava a pieno!

Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?

Togli il fosse, lo è, la risposta la trovi dal significato del titolo.

C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero di Disappointed? … che ti piace di più fare live?

Senza fare retorica, i brani sono tutti parte di te, soprattutto quando li scrivi e li suoni/registri completamente da solo.
C’è un brano che al momento mi diverte suonare dal vivo, ma per esperienza, non è sempre lo stesso che preferisci nei live nel corso del tour, il  brano è “You wonder when will it end“, è un pezzo con chitarre distorte, acido, cattivo dove mi diverto a trattare male la chitarra e poi mi piace quando riesco a gridare al pubblico ….

“You really want the world to end, continue to drench your life of kittens”

“Vuoi davvero la fine del mondo, continuerai ad inzuppare la tua vita di gattini!!!”

Il disco è uscito con il sostegno promozionale di ABuzzSupreme per l’etichetta Hydra Music … chi altri attorno a te da citare?

Il disco è edito da Hydra Music, per la promozione mi avvalgo di ABuzzSupreme ed è distribuito Audioglobe.

Chi citare a parte Marco Silvi (SEEM Store Music di Bologna) l’unico che mi ha dato fiducia e consigliato già dal primo ascolto credendo nel progetto.

Copertina molto misteriosa, strana, in un bel bianco e nero che ricordaDylan Dog o no?. Come è nata e chi è l’autore? …

Bello l’accostamento con Dylan Dog, è stata una delle mie letture preferite.
L’autore della copertina è Stefano Bonazzi, l’opera si intitola “THEWONDER OF HORSES!”.
Stefano Bonazzi è un artista poliedrico, realizza composizioni e fotografie ispirate al mondo dell’arte pop-surrealista. Le sue opere sono state esposte, oltre che in Italia, a Londra, Miami, Seul, Monaco.

Come scrittore, ha esordito nel 2011 con il racconto Stazioni di posta. Amarzo 2014 è stato pubblicato il suo primo romanzo, A bocca chiusa, perNewton Compton Editori, definito da Gian Paolo Serino su «Satisfiction»come “l’opera ammirevole di un genio”.
Il 9 novembre 2017 esce per Fernandel il suo secondo romanzo, L’abbandonatrice.
Per maggiori informazioni, il suo sito è: www.stefanobonazzi.it.
Tengo molto alle copertine dei miei album, in primis perché sono un pubblicitario, in seconda battuta perché sono il biglietto da visita che indirizzano già ad un precorso nella scelta nello scaffale di un negozio di dischi (si lo so, sono nostalgico, creo musica per i negozi di dischi e non per la fruizione in streaming) 😉

Per questo motivo nelle produzioni precedenti con i Two Moons abbiamosempre scelto opere di artisti che rappresentassero a pieno il nostrolavoro musicale in arte visiva.

Le copertine dei Two Moons portano la firma di Alexa Invrea, Paula Braconnot e (nell’ultimo album “Cognitive dissonace”) Pier Paolo Calzolari, figura emblematica dell’arte contemporanea italiana.

Tornando a “Disappointed”, sono rimasto folgorato quando ho visto l’opera di Stefano Bonazzi, non sarei riuscito ad immaginare qualcosa dipiù diretto ad interpretare il contenuto del disco nemmeno spiegando all’autore quello che avrei voluto.

Come presenti dal vivo il disco?

Dall’11 settembre si può ascoltare in esclusiva e vedere il singolo/videoThis is love su www.rockon.it/

Dal 18 settembre è possibile ascoltare il disco in anteprima su Sentirescoltare.

Il disco è stato presentato il 21 settembre 2018 con uno showcase – un concerto in vetrina – da SEMM music store a Bologna.

Il 28 settembre c’è stato un release party presso il COVO Club diBologna,  dove ho avuto il piacere di ospitare in apertura gli SpiritualFront.

Per altre date trovate gli aggiornamenti nel web.

Altro da dichiarare?

Spero che questo disco arrivi alla gente senza pregiudizi o con la solita lettura, come spesso accade, di etichetta dark (nel senso banale del termine).

Nonostante le mie origini, che non rinnego, si fondino sulla musica dark-wave, post-punk ecc., parlare di cose “scure”, scrivere del malessere del mondo non significa essere “Darkettone, anni 80, danzereccio” come è facile che critica e ascoltatori distratti ti riconducano, senza aver letto una riga di un testo e ascoltato l’album saltando accenni da un brano all’altro.
Nella musica dark (come a molti piace semplificare), qualora la mia lo sia, c’è molto di più.
Parlare di dolore, di cose spiacevoli, del male, non è mai facile, ma sono convinto che è quando si sta male che vengono fuori i veri sentimenti, quelli genuini. Chiedetelo a chi ha scritto le migliori canzoni d’amore, li ha scritti sempre dopo un tragico addio o situazioni spiacevoli.
Dopo la rabbia, lo sfogo, la delusione c’è sempre un periodo di tregua e di apparente armonia.

https://alligatore.blogspot.com/2018/09/in-palude-con-emil-moonstone.html

PODCAST – Intervista e Live Radio – Radio Città del Capo – Cotton Fioc – E. Moonstone – Disappointed

27 sett. – Prima settimana di palinsesto davvero intensa per Cotton Fioc, il contenitore musicale in onda tutti i pomeriggi dalle 16 alle 17.30 sulle frequenze di Radio Città del Capo. Se la prima parte della puntata ha infatti visto quest’oggi un’ampia finestra dedicata all’apertura del weekend di Robot Festival, giunto alla decima edizione, con l’intervista al direttore artistico Marco Ligurgo realizzata da Massimiliano Colletti ed il collegamento telefonico con l’artista trip hop bolognese Suz (in procinto di pubblicare il suo nuovo lavoro Crossroads, album realizzato a quattro mani col producer tunisino di stanza in Qatar Youssef Labidi – in arte Obsqure), la quale presenterà proprio questo sabato all’ex GAM un nuovo show insieme all’Electra Quintet, dopo il GRL delle 16.30 spazio nuovamente alla musica live. Abbiamo ospitato nella sede di Mura di Porta Galliera Emil Moonstone, vecchia conoscenza della darkwave italica: domani sera presenta al Covo Club assieme ai suoi The Anomalies il suo primo disco solista Disappointed, un album che “racconta di fallimenti, di cose che in qualche modo finiscono a pezzi, di un futuro cupo, della delusione per il fallimento della razza umana”. Nei nostri studi ha suonato dal vivo tre brani estratti proprio dal suo esordio in solo, “Fall”, “This is Love” e “New Desire”. Abbiamo infine concluso la puntata continuando proprio ad orbitare attorno all’ex Casalone di viale Zagabria, facendoci raccontare dal direttore artistico del Covo Andrea Colgan i principali appuntamenti della prossima stagione, dai Wire ai Cloud Nothings.

http://www.radiocittadelcapo.it/archives/cotton-fioc-la-diretta-di-giovedi-27-settembre-2018-195124/

Review – Metal.it – E. Moonstone – Disappointed

Se mai avessimo paura di dimenticarci di essere una razza senza speranza, ci pensa Emil Moonstone(frontman dei Two Moons) a ricordarcelo con il suo primo album solista intitolato “Disappointed”.

L’artista italiano si è occupato di tutto – dal songwriting alla registrazione di ogni singolo strumento che ha suonato lui stesso – e quello che ne viene fuori è un apocalittico affresco di sonorità cupe e spigolose.

Se l’introduttiva “Fall” profuma di post-punk e di new wave, è l’elettronica a caratterizzare “In The Train”, prima dell’ottima “This Is Love”, episodio in equilibrio tra synth krafwerkiani e loop dal gusto alternative. C’è spazio per un pizzico di krautrock e di Depeche Mode nelle successive “New Desire” e “You Wonder When Will The End”, mentre la più concitata “Fake” strizza l’occhio ai Nine Inch Nails (tributati con creatività ed eleganza nella conclusiva “Hurt”).

Le granitiche “Made Of Stone” e “Stupid Boy” – di ispirazione noise/grunge – chiudono un lavoro riuscito ma “ostico” (a detta dello stesso autore) che, lungi dall’essere un album imprescindibile, presenta un indubbio fascino intrinseco.

Recensione a cura di Gabriele Marangoni

http://www.metal.it/album.aspx/33678/moonstone-emil-disappointed/

Review – Music Cost to cost – E. Moonstone – Disappointed

Aggressivo e viscerale, musicalmente potente e caratterizzato da atmosfere cupe, il primo disco solista di Emil Moonstone (vecchia conoscenza del rock italiano che ha militato come cantante e compositore in bands come South Breed Out e Two Moons), Disappointed, in uscita il 21 settembre 2018.

Scritto e interamente suonato dallo stesso Moonstone, l’album appare come la concretizzazione e la sintesi in chiave solista del bagaglio esperienziale conseguente allo svolgimento di una carriera trentennale durante la quale l’artista bolognese ha frequentato tendenze musicali diverse militando, anche prima del 1992 (anno in cui fonda i South Breed Out) in una molteplicità di punk bands. I riferimenti culturali e artistici di Moonstone appaiono chiari: punk, post punk, alternative rock, gothic rock, industrial, elettronica e noise; tra i solchi si avvertono alcune delle influenze di Moonstone: oltre ai NIN, di cui Emil, in una splendida cover, riprende “Hurt” di Trent Reznor,  Bauhaus, Cure, Joy Division e altri gruppi della new wave inglese. Splendida, in tinta con le atmosfere fosche della parte musicale del CD, la copertina, che presenta uno scorcio di terra riarsa e degli animali (cavalli) che vi giacciono senza vita: metafora di un pianeta che muore per mano dell’uomo, artefice della propria distruzione.

I testi, che riflettono e approfondiscono aspetti di un tema decisamente sconvolgente, sono tutti in inglese. Poetici, profondi, essenziali, appaiono spesso come flussi di coscienza che rivelano una volontà di esorcizzare eventi tragici.  Le parole di Fallsuonano come una scudisciata, per le nostre capacità di giudizio: Don’t breathe again/paint the flower around me/Whatever you want/What are you gonna do/With your time/But is this real life?/ So why … another fall/ So why  … It never stops/ I hope you don’t regret me/ but  I don’t believe/ with tears in your eyes/ and now I Know,/ I’m a stranger/ I never have time for anyone […] . Assolutamente consigliato.

 

GIOVANNI GRAZIANO MANCA

http://www.musiccoasttocoast.it/e-moonstone-disappointed/

Preview Album – Disappointed – SentireAscoltare

Disappointed è il primo album di Emil Moonstone, progetto solista della voce dei Two Moons. Nove brani in bilico tra psichedelia, noise, wave, dark che non lasciano spazio all’immaginazione, con un approccio alla materia crudo e viscerale.

«Disappointed, è quasi un resoconto di dove siamo finiti – si legge nelle note stampa allegate – non è quindi casuale la scelta di chiudere l’album con Hurt, un placido finale in cui la cover dei NIN (o se preferite, la cover della cover di Johnny Cash) sembra voler portare un filo di ordine, nel marasma di suoni e parole».

Potete ascoltare il disco integralmente e in anteprima esclusiva per SENTIREASCOLTARE nella sezione widget di questa pagina.

di Fabrizio Zampighi

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Review – Rock Garage – E. Moonstone – Disappointed

Il nuovo progetto della voce dei Two Moons riprende in parte i suoni usati in passato per trasporli in un’ambientazione cupa, a tratti infernale. E quando si parla di questi contesti spesso si fa riferimento a generi vicini al metal estremo, mentre in Disappointed la sperimentazione, la psichedelia e l’industrial (inteso nel senso stesso del genere e non solo nei singoli suoni adottati) la fanno da padrone. Trame musicali “suonate” fanno il pari con elettronica ed effetti aggiunti su diversi profili, musica acquosa, tutt’altro che ermetica inserita in una cornice sintetica data principalmente da una drum machine e colorata dalle tante sfumature sonore aggiunte. Forse il brano più onesto e meno aspro è Stupid Boy in cui la componente elettrica (chitarra e batteria) vengono a galla in una concezione più rock possibile, ma va detto che si tratta quasi di un fuori traccia rispetto alla proposta musicale dell’album. In alcuni momenti sembra di sentire influenze care a chi ha masticato per anni la new wave (New Deside), ma come detto sono i generi su citati ad essere il contesto principale in cui gli E. Moonstone si muovono. Non è una casualità che viene scelta Hurt, cover dei Nine Inch Nails, a chiusura di questo lavoro e qui in una versione che pur seguendo fedelmente il suo originale cambia completamente pelle in quanto a suoni e velocizza anche un po’ i tempi (e in parte perde un po’ di pathos). Omaggio comunque apprezzato.

Forse sono tutti qui i punti di forza e di debolezza di Disappointed, un album troppo sperimentale per chi è alla ricerca di più carne e meno fumo, un lavoro intenso per chi ama certi sperimentalismi ed un’elettronica usata con sapienza figlia degli anni 80.

By Marcello Zinno

http://www.rockgarage.it/?p=73177R

Inteview – NIGHTGUIDE – E. Moonstone – Disappointed

Emil Moonstone torna, da solo: dopo aver lavorato per anni con progetti come i Two Moons, il suo primo lavoro solista si chiama Disappointed, e il titolo non è un caso. Disappointed parla della delusione: verso una società che non funziona, un’umanità che è sempre meno umana, i sogni che restano nel cassetto. Disappointed è un decisamente privato, in tutti i sensi: Moonstone infatti ha suonato da solo quai tutti gli strumenti, ed ha creato un disco noise, rock e psichedelico in cui cattiveria e sentimento si uniscono alla perfezione. Abbiamo parlato con lui del suo lavoro.

Disappointed è il tuo primo lavoro da solista dopo aver militato in innumerevoli band e aver suonato un sacco di generi diversi: è una cosa maturata nel tempo o hai sentito il bisogno di far uscire questo lavoro improvvisamente?
Si, hai ragione ho suonato in diverse band ma mi sono fermato per 10 anni, avevo appeso, come si dice in questi casi, il microfono al chiodo prima di ricominciare con i Two Moons nel 2009.Forse perché sono stato troppo fermo adesso mi sento di avere tante cose da dire. Come tutte le cose belle il progetto Emil Monstone è nato da solo, non avevo intenzione di fare nulla oltre quello che già produco con i Two Moons.Strimpellando la chitarra, un giorno di un anno e mezzo fa, iniziai ad intonare qualcosa che mi piaceva, ma non era un suono Two Moons e quindi misi da parte l’idea.
Nei giorni a seguire vennero fuori altre idee e a quel punto decisi di iniziare a prendere in considerazione che da quel materiale poteva nascere un album.
Devo dire che ho riflettuto a lungo … circa un giorno (ride) prima di iniziare al lavorare seriamente al progetto.

Il disco è una summa di tutto ciò che avresti voluto fare se avessi avuto più libertà creativa nel tempo?
Scrivere e suonare da soli è un’esperienza che non avevo mai fatto, devo dire che è stata la parte più bella.
Come in tutte le cose, anche fare un’esperienza da solista, ha dei pro e dei contro. I contro: l’impossibilità di capire se la direzione che stai prendendo è quella giusta, se il tuo orecchio si è così assuefatto da non sentire gli errori, pensare di comunicare qualcosa che nessuno capirà mai. I pro: l’impossibilità e nessuna voglia di capire se la direzione che stai prendendo è quella giusta, fregarsene se il tuo orecchio si è così assuefatto che non senti gli errori, essere consapevoli di rischiare di comunicare qualcosa che nessuno capirà mai.
La libertà creativa fortunatamente l’ho sempre avuta, il mio spazio nella band è sacro, come è sacro per me che il resto della band si esprima al 100% esprimendosi come meglio ritiene.
A mio modo di vedere, una band è fatta di singoli musicisti che creano un suono a differenza di un’orchestra che deve avere un maestro che la dirige.

Puoi dirci qualcosa sulla composizione? Ci sono talmente tanti generi e contaminazioni che è difficile anche solo definire l’album, e per come la vedo io è una cosa estremamente positiva.
Noi siamo quello che mangiamo, aggiungo … siamo quello che ascoltiamo.
Sono un divoratore di musica, nel corso degli anni ho ascoltato tanto e di tutto: hard-core, punk, darkwave, noise, classica, jazz, industrial ecc., senza alcuna distinzione, ovviamente alcuni generi li prediligo, altri meno.
Le contaminazioni sono tante ed il fatto che finalmente qualcuno abbia il coraggio di non inventarsi un genere o ad etichettarti lo apprezzo tantissimo.

Parlando di generi e contaminazioni: cosa ti ha influenzato di più nella composizione dell’album, e chi?
I miei “idoli” sono pochi, ma quei pochi sono tanto “idoli “che evito di emularli al punto che troverete forse poco nei miei brani. Adoro Morrissey, Ian Curtis, Trent Reznor, Blixa, Nick Cave, Michael Stipe … ma cerco di essere me stesso, ovvio che nessuno è del tutto farina del suo sacco, mi ripeto … siamo quello che ascoltiamo.

Già dal titolo si capisce che questo non è un disco facile, né particolarmente allegro: cosa ti ha spinto a creare atmosfere tanto cupe, e secondo te non c’è proprio possibilità di miglioramento per la razza umana?
Ci sono periodi storici dove per avere una visione positiva del futuro devi chiudere gli occhi e viaggiare con la fantasia.
Disappointed – Deluso, è il mio presonale resoconto della situazione attuale: falsità, malvagità, insensibilità, male, sono sentimenti che troviamo in ognuno di noi e che siamo stati bravi a conservare nel corso dei secoli, nonostante la cosidetta civilizzazione. Non serve essere l’animale più intelligente del pianeta, non serve aver raggiunto traguardi tecnologici, se l’unico traguardo che dovevamo perseguire lo abbiamo perso di vista e cioè rendere questo pianeta un posto dove tutti possono vivere in armonia e serenamente. Se per anni ti hanno raccontato di un futuro radioso come non rimanere deluso dell’attuale condizione dell’uomo? Siamo una torta di fango: puoi fare quello che vuoi per addolcirla, aggiungere zucchero, panna montata ecc., ma non potrai mai pensare che il fango diventi cioccolata.

Come mai hai scelto di mettere in fondo Hurt, la cover dei Nine inch nails?
Penso che sia una delle canzoni che avrei voluto scrivere io, non c’è una sola frase, una parola, un suono in questo brano che non sia parte di me. Non avrei potuto trovare una chiusura migliore per l’album nemmeno scrivendo ad hoc.

Riesci a dirci i tuoi tre dischi preferiti in assoluto?
E’ una domanda cattivissima, è come dire ad un bambino scegli tra mamma e papa.
Non posso esprimermi, posso dirti solo gli album che hanno dato imput a tante cose nella mia vita.
“Rank” degli Smiths, “Your Funeral, my Trial” di Nick Cave, “Unknown pleasures” dei Joy Division, ce ne sarebbero altri 774 ma mi fermo qui.

Hai qualche consiglio per chi inizia a fare musica adesso?
Cosa posso consigliare … di fare quello che ci si sente di fare, di esprimersi senza pensare a chi ascolterà il tuo lavoro. Il vero pubblico/fan è quello che apprezza ciò che fai e che dici.
Quando hai accontentato chi ti apprezza solo perchè hai realizzato qualcosa di cucito solo per lui, penserai di essere arrivato, di averlo raggiunto, ma ti accorgerai ben presto di aver gratificato solo lui.

Grazie mille!
Grazie a te, è stato un piacere
Valentina Ceccatelli

https://www.nightguide.it/intervista/101164/nightguide-intervista-moonstone